L’emofilia acquisita è una malattia autoimmune causata dall’anomale produzione di anticorpi, in genere IgG, verso il Fattore VIII della coagulazione. La sua incidenza è di circa 1.5 casi/1 milione, per cui è classificata come malattia rara. È sicuramente però sottostimata, vista la difficoltà ad una diagnosi precoce. Nel 90% è colpita una fascia di età avanzata (oltre i 65 aa) ed esordisce con manifestazioni emorragiche sottocutanee e/o mucose in pazienti senza precedenti coagulopatie. Proprio questo particolare dovrebbe esser colto dai medici urgentisti che in PS potrebbero trovarsi di fronte a questi quadri clinici e quindi stimolare l’avvio di un percorso di approfondimento diagnostico, già dal PS, in collaborazione con il laboratorio, anche per una efficace diagnosi differenziale. La mortalità che raggiunge anche il 20-25% in questi anni si è progressivamente ridotta, grazie alle varie possibilità terapeutiche che la ricerca ha messo a disposizione dei clinici, e potrebbe ulteriormente scendere grazie alla precocità della diagnosi. Ecco, quindi, la necessità di un percorso formativo che sensibilizzi a cogliere elementi di sospetto, ad approfondire la diagnostica e ad iniziare precocemente terapie mirate ed infine ad indirizzare i pazienti con diagnosi certa verso i pochi centri di riferimento presenti sul territorio nazionale.